Watsu
Nel 1980 Harold Dull iniziò ad applicare nell’acqua calda allungamenti e pressioni dello Zen Shiatsu appreso in Giappone dal maestro Masunaga. Da allora studenti in tutto il mondo hanno sperimentato le potenzialità di questo bodywork, chiamato Watsu o Water Shiatsu.
Secondo la medicina tradizionale cinese lo stato di salute dell’organismo è legato al continuo fluire del Ki, l’energia vitale, lungo il sistema dei canali meridiani, sul cui decorso si trovano i punti dell’agopuntura. Il lavoro dell’acqua può ristabilire questa circolazione, rimuovere i blocchi, riequilibrarla. L’acqua, i suoi vortici, sono mille dita che ci toccano sapientemente, mentre il respiro raggiunge ogni cellula del vostro essere, vivificandolo.
Nel Watsu possiamo accorgerci delle nostre tensioni, e arrenderci al tepore dell’acqua, lasciarci fluire liberi, nella stabilità del sostegno offertoci dal nostro compagno, dondolando e seguendo il movimento ondulatorio del respiro proprio e dell’altro. Dalle articolazioni libere e leggere scompare ogni tensione e dolore, mentre i muscoli si distendono, si riposano, entrano in uno stato di armonia.
Con un po’ di attenzione scopriamo che ogni volta che la mente cambia anche il corpo cambia: mentre dondoliamo leggeri nell’acqua, possiamo accorgerci di un torpore, un formicolio, piacere o dolore, o qualsiasi altra sensazione in qualunque parte del corpo. Come l’acqua non oppone resistenza, cede agli ostacoli, li accoglie e li avvolge senza reagire, così anche noi siamo plastici, lasciamo che ogni sensazioni passi attraverso la nostra forma esterna e interna, continuando a cogliere il suo fluire libero come onda tra le onde: mente e corpo diventano onde in continuo cambiamento ritmico.
Le potenzialità di watsu sono vaste come i suoi effetti benefici. Nell’apparato locomotore riduce la tensione muscolare, aumenta l’escursione articolare, migliora la postura. Sul trofismo locale agisce aumentando la circolazione di superficie. Il pattern respiratorio ne trae giovamento. Gli stati d’ansia e lo stress traggono beneficio dall’incontro con le nostre energie interiori. E’ usato come "nurturing bodywork" per aiutare chi abbia subito abusi mentali, fisici e sessuali, nel farmaco e tossico dipendenza In Giappone è stato introdotto nella preparazione atletica delle squadre di nuoto agonistico.
Il Centro Studi per una Nascita Naturale di Mestre Venezia, al quale va il merito di aver introdotto Watsu in Italia nel 1990, propone questa metodica durante la gravidanza alle donne e alle coppie, e come percorso di formazione per gli operatori che si occupino della nascita. Per capire cosa sia Watsu possiamo lavorare con l’immaginazione su qualcosa che fa parte della nostra esperienza. Immagina di galleggiare, disteso nell’acqua calda, che toglie il peso al tuo corpo e gli trasmette calore, mentre un altro essere ti sostiene. Ricorda quando qualcuno ti teneva in braccio, non per farti qualcosa, ma solo stando con te, sostenendosi così delicatamente che sentivi solo la tua leggerezza. Poi c’è il fluire di watsu ed il lasciarsi andare a questo flusso, qualsiasi sensazione scorga. E fare così nella vita di ogni giorno. C’è una parte di noi che fa parte del tutto. Così possiamo avvicinarci di nuovo ad essa e sentirci in comunione con gli altri anche quando watsu è finito. Ed ora per sapere cosa è dare Watsu ricorda se hai mai tenuto un bimbo addormentato tra le braccia. Immagina di far galleggiare qualcuno all’altezza del cuore, scendendo nell’acqua ogni volta che espiri, lasciandoti sollevare da lei ogni volta che inspiri. Immagina il tuo corpo muoversi in sequenza ben nota, seguendo liberamente quelle onde che sorgono momento per momento dal tuo corpo. Immagina di concludere il watsu. Distaccarsi e sentirsi ancora uniti. Immagina un mondo in cui ognuno scambi Watsu con gli altri esseri.
" Come con la poesia si libera il linguaggio dalle restrizioni e dalle limitazioni dominanti, così col Watsu si può liberare il corpo. Poesia e Watsu sono tutti e due basati sul "soffio" e sul ritmo. Ci aprono a nuove avventure ed esplorazioni. Influenzate dallo Zen, entrambe queste arti sono pratiche del "qui ed ora". Entrambe sostengono la libertà e si oppongono agli stili accademici. Scoprono la propria forma squarciando quella vecchia. Fin dall’inizio ho concepito il Watsu come una poesia in movimento. Quando nel Watsu C’è libertà può affiorare, in chi lo pratica, una intelligenza sensitiva e una intuitività che creano in ognuno di noi una spinta vitale. Se si dona Watsu con creatività e con gioia, chi lo riceve si sentirà spingere sempre più verso terre misteriose, mai raggiunte prima."
Harold Dull, Creatore del Watsu. Da: "Watsu - Liberare il corpo in acqua".
